“Cumbia Ninja ora è tempo di combattere”

“Finalmente una serie che racconta la vita vera e dice ai ragazzi che la felicità va conquistata

Nel panorama delle serie musical-romantiche argentineCumbia Ninja, prodotta da Fox, è arrivata come una bomba: campione di ascolti, per la prima volta non è ambientata tra i ragazzi di un’ipotetica buona borghesia argentina ma racconta, seppure sempre in forma di romance, la vita nel barrio di una metropoli. Qui si intrecciano le vite di Juana, ragazza di buona famiglia in fuga dagli assassini dei suoi, e Hache, leader di una banda di quartiere il cui fratello è stato ucciso da una gang rivale poiché si opponeva alla diffusione della droga.

Li unirà il potere della musica. Anche questa è una novità importante: le tradizionali canzoncine pop vengono scalzate dalla cumbia, musica colombiana di origine africana, in Argentina adottata dai giovani rapper, che al suo ritmo raccontano la propria rabbia. «La cumbia – spiega Brenda Asnicar, che è stata cantante ben prima di diventare attrice e che con la sigla Ojos en la espalda cantata insieme a Ricardo Abarca è stata in testa alle classifiche di youtube e itunes – riflette la nostra cultura, parla dei nostri problemi. Si chiama “villera” in Argentina perché da noi la parola “villa” significa quartiere povero: la cumbia villera è quindi la musica del barrio. Si è diffusa dagli Anni 90 ai tempi della crisi. Con la cumbia ci ricordiamo che è il tempo di combattere (ma anche quello dell’amore)».

Anche la serie è molto diversa dalle altre, realistica: malgrado il kung fu, il dragone e alcuni elementi fantasy, racconta una realtà violenta. «Che è quella che viviamo tutti. I giovani si sentono sconfitti e il sogno è sempre più lontano. Cumbia Ninja li fa riflettere: insegna che trovare una soluzione dipende da noi. Vuole risvegliare i giovani e dire loro che devono lottare per la felicità! Questo devono raccontare le serie oggi. Finalmente qualcuno l’ha capito».

Il suo è un personaggio drammatico, una ragazza costretta a una seconda identità.

«È un momento speciale nella mia carriera. Ho molto voluto un ruolo complesso e diverso da quello che ho fatto finora. Ero stufa di ragazze frivole e sciocche. È stato molto interessante essere Juana, ragazza di buona famiglia, molto amata e superprotetta, che – dopo l’assassinio di genitori e fratelli – deve nascondersi e trasformarsi in Neive, ovvero il suo opposto. Sola nel barrio, scopre in sé un’energia sconosciuta che l’aiuta a sopravvivere in un mondo pieno di ingiustizie, pericoli e violenza. Mi piace come riesce a “cambiare abito” dello spirito».

Altra novità della serie: ci sono molti esterni.

«Per le riprese ci siamo trasferiti a Bogotà. Abbiamo girato in un vero barrio. Abbiamo visto cose incredibili e crude: mentre eravamo lì hanno ucciso un ragazzo. Intorno a noi c’era gente che si drogava, c’erano sparatorie. Giustamente ci sono molte scene che mostrano questa realtà, che parlano di differenze sociali, di esclusione».

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